Afghanistan, talebani: presa Kandahar. Kabul propone condivisione potere

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Doccia fredda sul fronte del dialogo

I Talebani non avvieranno colloqui con il governo afghano fino a quanto resterà presidente Ashraf Ghani. È quanto ha detto il premier pachistano Imran Khan in un incontro con i giornalisti stranieri a Islamabad, sostenendo di «aver cercato di convincere i talebani…tre o quattro mesi fa, quando vennero qui». «La condizione è che fintanto che ci sarà Ghani i Talebani non parleranno con il governo afghano», questo, secondo Khan, quanto detto dai militanti islamici.

Biden tenta di formare fronte unito internazionale

L’amministrazione Biden tenta l’ultima carta per cercare di fermare inesorabile avanzata dei Talebani, spingendo una mobilitazione internazionale che li convinca che non saranno mai riconosciuti se prenderanno l’Afghanistan con la forza. E’ questo l’obietto degli incontri che sono in corso a Doha, i più ampi da quando due anni fa è stato avviato il dialogo tra Stati Uniti e Talebani. Vi prendono parte rappresentanti della Russia, della Cina, dell’Unione Europea, dell’Onu, dell’Organizzazione della Conferenza Islamica e di Paesi confinanti con l’Afghanistan. La speranza è che, sia negli incontri con i Talebani che nella dichiarazione congiunta finale attesa dopo l’ultima sessione di oggi, venga presentato un fronte unito nel negare ogni contatto ed assistenza diplomatica ad un eventuale governo talebano installato a Kabul.

Paura per il regime repressivo

Il timore è che i talebani impongano un regime brutale e repressivo, in particolare contro le donne. A Ghazni gli estremisti hanno issato le loro bandiere bianche con impresso un proclama di fede islamico. Il governatore della omonima provincia e vari suoi collaboratori sono stati arrestati per un presunto accordo con i talebani, siglato per poter fuggire dopo la resa agli estremisti. La caduta di Ghazni, che si trova lungo l’autostrada Kabul-Kandahar, che collega la capitale afghana alle province meridionali, potrebbe complicare il rifornimento e il movimento delle forze governative.

Si combatte per Lashkar Gah e Herat

Nel frattempo infuriano i combattimenti a Lashkar Gah, una delle più grandi città del Paese nel cuore del territorio talebano di Helmand. Le forze afgane e gli insorti stanno combattendo anche per il controllo della città occidentale di Herat, capitale dell’omonima provincia. Le autostrade, comprese quelle che portano all’aeroporto, sono chiuse e i voli sono stati sospesi. Cresce quindi il rischio che i talebani salgano al potere con la forza. Un altro scenario prospettato dagli esperti è quello di uno Stato diviso tra fazioni, come successe nel 1989 dopo il ritiro dell’Unione Sovietica.

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