Per 160mila malati di long Covid niente ticket su visite ed esami per due anni

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Sono circa 164mila i malati gravi di Covid che non pagheranno il ticket su visite ed esami fino al 2023. Perché i virus può lasciare il segno a lungo con una sindrome che è stata già ribattezzata dagli esperti a livello internazionale come «Long Covid» e per questo il ministro della salute Roberto Speranza ha annunciato che nel prossimo decreto Sostegni atteso la prossima settimana in consiglio dei ministri stanzierà 50 milioni per un protocollo sperimentale che riguarderà appunto i pazienti che hanno provato le forme più gravi del Covid con un ricovero in ospedale.

Il protocollo sperimentale per il Long Covid

Il protocollo prevede che tutti i pazienti colpiti da forma grave di Covid-19, dimessi da un ricovero ospedaliero e giudicati guariti – secondo le stime dell’Iss si tratterebbe di circa 164mila italiani (più di un terzo in Lombardia) -, potranno usufruire per due anni, a titolo gratuito e con la totale esenzione del ticket, delle prestazioni diagnostiche e specialistiche ambulatoriali del Servizio sanitario nazionale che rientrano nelle attività di follow-up sulle possibili conseguenze del virus. Un follow-up che servirà anche ad acquisire informazioni sugli esiti di questa patologia, ancora da approfondire ad appena un anno e mezzo dalla sua comparsa: il cosiddetto Long Covid. «Il coronavirus può lasciare, nei pazienti che lo hanno avuto in forma grave, conseguenze anche dopo la guarigione. Per questo ho proposto che vengano stanziati 50 milioni di euro affinché il Ssn prenda in carico gratuitamente, con esami diagnostici e terapie, tutti i pazienti maggiormente colpiti dal virus anche dopo le dimissioni dalla struttura ospedaliera».

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Niente ticket sulle prestazioni

Saranno stanziati circa 50 milioni di euro fino al 2023, che dovrebbero essere ripartiti in oltre 24 milioni di euro per l’anno in corso, circa 20 milioni per il 2022 e poco meno di 6 milioni di euro per il 2023. Risorse che serviranno appunto per il “Protocollo sperimentale nazionale di monitoraggio”, che prevede l’erogazione – esente da ticket – di prestazioni di specialistica ambulatoriale contenute dei Livelli essenziali di assistenza ritenute appropriate – anche in base alla severità della sintomatologia del paziente – per il monitoraggio, la prevenzione e la diagnosi precoce di eventuali esiti o complicanze, per le persone che nel tempo potrebbero riportare effetti cronici in seguito a una malattia da Covid-19 con un quadro clinico severo.

Le visite e gli esami esentati

Nel pacchetto delle prestazioni previste rientreranno quelle per il controllo delle funzioni più interessate, quella respiratoria, cardiaca, renale ed emocoagulativa: si andrà dunque dalle analisi del sangue – esami come l’emocromo, ves, creatinina, solo per citarne alcuni – all’elettrocardiogramma dinamico, dalla spirometria al test del cammino, fino alla tac del torace. I pazienti più interessati da questo protocollo saranno soprattutto anziani, che potrebbero avere conseguenze cardiache e polmonari e nei quali è fondamentale identificare precocemente lo sviluppo di una fibrosi polmonare o di cardiopatie. Sempre per i pazienti più anziani è anche prevista una valutazione multidisciplinare e in particolare per quelli sottoposti a terapia intensiva o subintensiva è previsto anche un colloquio psicologico.

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