Alberghi, allarme sul costo del lavoro: «Decontribuzione per ripartire»

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Prepararsi alla ripartenza grazie alla decontribuzione del costo del lavoro per tutti i lavoratori del settore alberghiero. Un problema per il comparto che chiede con urgenza una misura che agevoli, mantenendo i costi sotto controllo, la riapertura delle strutture. «Dopo l’introduzione della decontribuzione nel primo trimestre ora è necessario che venga estesa a tutti i lavoratori almeno fino alla fine dell’anno – chiede Maria Carmela Colaiacovo, presidente di Confindustria Alberghi -. Rispetto a quanto previsto dal Dl Sostegni ter, è necessario un intervento di più ampio respiro ovvero un esonero contributivo che tenga conto non solo delle nuove assunzioni con contratto a termine o stagionale, ma che riguardi anche i lavoratori in forza alle aziende, richiamati dagli ammortizzatori sociali».

358mila addetti

Una misura che riguarda una platea di almeno 358mila addetti che gli hotel dovranno richiamare in vista di una lenta ripresa del settore. «In un quadro come l’attuale, in cui la ripresa sarà necessariamente lenta e discontinua, è difficile che ci siano le condizioni per richiamare da subito l’intero organico in servizio e rinunciare allo strumento della cassa – sottolinea la presidente di Confindustria Alberghi -. È necessario, come già fatto lo scorso anno, potere utilizzare i due strumenti – cassa e decontribuzione – contemporaneamente per accompagnare imprese e lavoratori in attesa che la ripresa si consolidi». In questo senso sono stati presentati emendamenti al decreto legge Milleproroghe che domani verrà esaminato alla Camera mentre venerdì sono previste le votazioni.

Favorire il rientro del personale

Non solo la decontribuzione agevolerà il rientro del personale aiutando a contenere i costi. «Si richiamerà il personale in Cig tutelando il lavoro dei dipendenti e permettendo di mantenere aperte le strutture al posto di chiuderle a causa dei costi eccessivi» aggiunge Stefano Rosselli, proprietario di due strutture alberghiere in Toscana. «Con la decontribizione la proprietà è invogliata a tenere operative le strutture – dice Mariangela Pecora, direttore risorse umane di Accor Hospitaly, 18 hotel con 550 dipendenti in Italia -. Si ha anche una maggiore flessibilità per meglio rispondere all’evoluzione della domanda. E la liquidità dell’impresa migliora». Per finire la voce di un grande gruppo. «È fondamentale dare agli imprenditori la possibilità di resistere durante questi mesi difficili senza costringerli a sospendere, ad azzerare l’attività – avverte Guido Della Frera, presidente di GDF Group, forte di oltre mille camere in Lombardia – ed essere pronti ad agganciare la ripresa dei flussi turistici che, mi auguro, arriveranno nella prossima primavera-estate».

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